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I sardi e la città di Firenze

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Un contributo del nostro presidente onorario Gianni Conti:

Da oltre cinquant’anni, a scadenze regolari, gli italiani sono andati alle urne per i vari turni di elezioni politiche o amministrative: ormai è quasi un’abitudine e, come ogni abitudine, rischia di perdere importanza e significato. Tanto più che questo lungo periodo di DEMOCRAZIA ci ha abituati alla libertà, ad un certo benessere e, purtroppo, ad un diffuso disinteresse per la cosa pubblica. Spesso proviamo un certo fastidio di fronte alla politica (non sempre bella), ai partiti, alle polemiche trite, alle vertenze sindacali, agli scioperi dei trasporti, ecc.

Eppure, al di là del fastidio delle liste, degli emblemi, dei manifesti, dei cacciatori di voti, ci sono gli interessi della città, del paese. Infatti, nei paesi, nelle città si ha a che fare con il massimo di concretezza possibile. C’è la vita della gente. Amministrare il Comune o il Quartiere significa aiutare la vita quotidiana della gente. Ogni cosa nella città si pone con il massimo di evidenza. Come si fa a disinteressarsene? Non sarebbe da cristiani, né da persone civili. Ci fa dovere di essere persone per gli altri. Un buon cittadino ha una visione della persona umana, che implica una dimensione sociale. Occuparsi della città, anche di quella di adozione, è necessità diretta. Far si che la vita sia umana per tutti è un dovere cristiano. Ed è dovere di tutti. Di tutti, ripeto. Non tutti devono fare gli Amministratori: ci mancherebbe. Però, ognuno di noi abita in una casa, in un rione. C’è il traffico. C’è il problema del verde per i figli, dei trasporti pubblici, del semaforo, ognuno esamini se stesso e veda quel che può fare. Insomma, mettere al centro di tutto la vita della gente.

Eppoi, la gente vuole tornare a incontrarsi e a dialogare. Il bisogno di comunità è quello che spinge i soci dell’ ACSIT ad incontrarsi. Dunque, torniamo ai valori della città. Se questo è il fondamento etico: la città di Firenze, la nostra seconda patria, è un’insieme poetico di possibilità per partecipare alla sua crescita culturale. La libertà e la democrazia esigono dunque un impegno di partecipazione: andiamo tutti a votare!

Gianni Conti

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Daniele Gabbrielli

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