ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE CULTURALE E RICREATIVA

SARDI IN TOSCANA

Sede Legale: 50122 – Firenze piazza Santa Croce, 19
Casella Postale 1446 FI – 7

Tel. 055240549 – Fax 055242006

C.F. N. 94025060487 –

S T A T U T O

ARTICOLO 1 – COSTITUZIONE E SEDE

A norma
dell’articolo n° 18 della Costituzione Italiana e degli
articoli del Codice Civile sulle associazioni non riconosciute, del
Dlgs. 460/1997, della legge n° 383 del 7 dicembre 2000 è
costituita l’associazione di Promozione Sociale che prende il
nome di “ACSIT, ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE CULTURALE E
RICREATIVA SARDI IN TOSCANA” con sede sociale e legale in
Firenze, Piazza Santa Croce, 19 qui di seguito più
semplicemente denominata “CIRCOLO”.

Il CIRCOLO è un’associazione senza fini di
lucro, a struttura e gestione democratica.

ARTICOLO 2 – PRINCIPI E SCOPI GENERALI DEL
“CIRCOLO”

Oggetto esclusivo del CIRCOLO:

  • promuovere e gestire attività di utilità
    sociale in campo culturale e ricreativo nei confronti di associati e
    di terzi;

  • sviluppare attività culturali, sportive,
    ambientali, didattiche, turistiche, ricreative, assistenziali di
    prevenzione sanitaria;

  • promuovere e gestire corsi formativi;

  • tutelare, promuovere e valorizzare le cose d’interesse
    artistico e storico di cui alla legge 1 giugno 1939, n. 1089, ivi
    compresa la gestione di una biblioteca di uso pubblico;

  • valorizzare tutte quelle iniziative che sono in grado
    di esprimere atteggiamenti e comportamenti attivi, utilizzando i
    metodi aggregativi e di partecipazione propri del libero
    associazionismo.

Per raggiungere i suoi fini e rispondere alle esigenze
del Corpo Sociale, il CIRCOLO potrà creare strutture proprie
od utilizzare quelle già esistenti sul territorio.

Il CIRCOLO potrà promuovere direttamente o in
collaborazione con altre strutture, sia private che pubbliche, le
attività di cui ai punti precedenti

Il CIRCOLO ricerca momenti di confronto e di
collaborazione con tutte le forze presenti nel tessuto sociale: con
le Istituzioni Pubbliche, con gli enti locali e con quelli culturali,
turistici ed ambientalisti; partecipando così e contribuendo
alla realizzazione di progetti che si collochino nel quadro di una
programmazione territoriale delle attività sportive, del tempo
libero, della cultura, della didattica, del turismo e della tutela
dell’ambiente.

Il CIRCOLO non può svolgere attività
diverse da quelle sopra indicate ad eccezione di quelle a esse
strettamente connesse o di quelle accessorie a quelle statutarie,
poiché integrative delle stesse;

In particolare il CIRCOLO si propone di:

  1. – salvaguardare e valorizzare l’identità
    culturale dei sardi;

  2. – promuovere la conoscenza e la valorizzazione della
    lingua sarda, dei valori culturali, storici, artistici, ambientali e
    folcloristici della Sardegna;

  3. – promuovere la conoscenza e il consumo dei prodotti
    artigianali e industriali della Sardegna;

  4. – svolgere le funzioni di rappresentanza e di promozione
    della Sardegna con le Istituzioni e nel territorio in cui opera;

  5. – contribuire alla programmazione e al raggiungimento
    della crescita culturale, economica e sociale – con iniziative
    miranti all’affermazione ed alla tutela dei diritti e degli
    interessi legittimi – dei Sardi e della Sardegna;

  6. – perseguire
    l’obiettivo di promuovere la solidarietà sociale,
    l’integrazione ed il confronto fra culture diverse, etnie,
    regioni e popoli.

Tale attività sarà svolta ricercando, per
quanto possibile, la collaborazione del Governo regionale della
Sardegna, delle Organizzazioni degli emigrati, delle Autorità
centrali e locali e degli altri Circoli Sardi , in Italia e
all’estero, aventi le stesse finalità.

ARTICOLO 3 – CARATTERISTICHE DEL CIRCOLO

Il CIRCOLO è un istituto unitario ed autonomo,
non ha finalità di lucro, è indipendente dal punto di
vista amministrativo, è diretto da un Consiglio Direttivo
eletto dall’Assemblea dei soci che, in quanto tali, ne
costituiscono la base sociale.

Gli impianti, i servizi, le strutture, le attività,
promosse ed organizzate dal CIRCOLO sono a disposizione di tutti i
Soci i quali hanno diritto di fruirne liberamente nel rispetto degli
appositi regolamenti.

Pur conservando la sua autonomia ed indipendenza
amministrativa il CIRCOLO agisce in stretta collaborazione ed unità
d’intenti con la F.A.S.I. (Federazione Associazioni Sardi in
Italia), alla cui Federazione fa adesione formale.

Il CIRCOLO accetta e rispetta lo Statuto Sociale della
F.A.S.I. e il relativo regolamento di attuazione.

ARTICOLO 4 – SOCI DEL CIRCOLO

Possono essere Soci del CIRCOLO tutti coloro che ne
condividano appieno le finalità e gli scopi.

I Soci si
distinguono:

  • – Soci Fondatori: rientrano in tale
    denominazione i firmatari dell’Atto Costitutivo del
    CIRCOLO;
  • – Soci Ordinari: sono tali tutti quelli
    che, avendone fatta regolare domanda secondo la procedura
    richiesta e definita dal CIRCOLO stesso, siano stati accolti come
    tali.
  • Fra i Soci
    Ordinari acquistano particolare rilevanza coloro per i quali il
    CIRCOLO è idealmente nato e che sono destinatari degli
    interventi della Legge regionale sarda sull’emigrazione, Legge
    n. 7 del 15 gennaio 1991 e sue modifiche.
  • – Soci Benemeriti: sono i soci onorari.Il Consiglio Direttivo ha la facoltà di nominare
    in tale categoria coloro che si siano distinti per particolari meriti
    nella società o nei confronti del CIRCOLO stesso.

La domanda d’ammissione all’Associazione
dovrà essere rivolta al Consiglio Direttivo e dovrà
contenere tutte le generalità dell’aspirante socio e
l’impegno all’osservanza del presente Statuto e del
Regolamento di attuazione.

Sono eleggibili alle cariche sociali tutti i Soci Sardi.

I Soci Ordinari sono tenuti::

  • – al pagamento della quota sociale annuale proposta dal
    Consiglio Direttivo e approvata dall’Assemblea dei Soci;
  • – all’osservanza dello Statuto e del Regolamento
    di attuazione.

I Soci possono essere sospesi, o radiati qualora:

  • 1. non ottemperino alle disposizioni del presente
    Statuto ed alle deliberazioni prese dagli Organi Sociali;
  • 2. si rendano morosi nel pagamento della quota sociale
    senza giustificato motivo per due anni consecutivi;
  • 3. in qualche modo arrechino danni morali e/o materiali
    al CIRCOLO

Il provvedimento disciplinare deve essere motivato e
proporzionato.

In caso di disaccordo con la decisione del Collegio dei
Probiviri del CIRCOLO, il socio può ricorrere al Collegio dei
Probiviri della FASI.

Il Socio avrà diritto a ricevere una tessera che
attesti la sua adesione al CIRCOLO

ARTICOLO 5 – ORGANI DEL CIRCOLO

Gli organi del CIRCOLO sono:

a) l’Assemblea dei Soci;

b) il Consiglio Direttivo;

c) il Presidente;

d) il Collegio dei Probiviri;

e) il Collegio dei Sindaci Revisori.

ARTICOLO 6 – ASSEMBLEA DEI SOCI

L’Assemblea dei Soci e’ l’organo
sovrano dell’Associazione.

L’Assemblea dei Soci è composta da tutti i
Soci Ordinari con diritto di voto; saranno invitati all’Assemblea
anche i Soci Benemeriti ma senza diritto di voto.

L’ASSEMBLEA:

·
approva annualmente il rendiconto economico preventivo, consuntivo e
quello patrimoniale così come puntualizzato all’articolo
specifico;

· approva il
programma annuale e/o pluriennale di iniziative, di attività e
d’investimenti ed eventuali interventi straordinari;

· approva il
Regolamento di attuazione del presente Statuto;

· discute i
documenti ed elegge i delegati in occasione dei Congressi Nazionali
FASI, secondo il regolamento stabilito;

· elegge, a
scrutinio segreto i membri del Consiglio Direttivo, dei Revisori dei
Conti e del Collegio dei Probiviri . Le preferenze espresse non
possono superare il numero della metà più uno degli
eligendi;

· delibera
l’importo delle quote associative proposte dal Consiglio
Direttivo;

· decide sulle
eventuali irregolarità riscontrate dal Collegio dei Sindaci
Revisori;

· apporta le
eventuali modifiche allo Statuto secondo le modalità previste
all’art. 17.

L’ASSEMBLEA, sia ordinaria che straordinaria, è
regolarmente costituita, in prima convocazione con la presenza di
metà più uno dei Soci. In seconda convocazione,
l’Assemblea è regolarmente costituita qualunque sia il
numero degli intervenuti e delibera validamente a maggioranza
assoluta dei presenti, salvo nel caso previsto dagli art. 17 e 18.

La seconda convocazione dell’Assemblea non può
aver luogo prima di due ore dalla prima convocazione.

L’Assemblea è convocata dal Presidente in
via ordinaria di norma due volte l’anno – approvazione
programma, rendiconto e bilancio – di propria iniziativa o su
richiesta di un terzo dei membri del Consiglio Direttivo; in via
straordinaria dal Presidente o su richiesta motivata di almeno i 1/3
dell’assemblea o su richiesta del Collegio dei Sindaci Revisori
all’unanimità. In questi casi l’Assemblea dovrà
essere convocata entro 45 giorni dalla data in cui è
richiesta.

L’annuncio della convocazione dovrà essere
comunicato agli aventi diritto di partecipazione almeno 7 giorni
prima mediante lettera e/o fax ; specificando la data, l’ora e
la sede della riunione, nonché l’ordine del giorno in
discussione.

L’Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è
presieduta da un Presidente nominato dall’Assemblea stessa; le
deliberazioni adottate dovranno essere riportate su apposito libro
verbale.

Le votazioni sugli argomenti all’ordine del giorno
possono avvenire per alzata di mano o a scrutinio segreto qualora ne
faccia richiesta 1/3 dei Soci presenti.

In occasione dell’assemblea per il rinnovo delle
cariche direttive, il Presidente dell’assemblea comunica agli
eletti i risultati delle elezioni.

Fra gli eletti, il Consigliere Anziano (ossia il più
votato), convoca entro 20 giorni il Consiglio Direttivo per la
distribuzione delle cariche.

ARTICOLO 7 – IL CONSIGLIO DIRETTIVO

Il Consiglio Direttivo e’ composto da un minimo di
componenti variabile da nove a quindici Membri, compresi i
rappresentanti dei Soci Ordinari non sardi.

Va garantita una adeguata rappresentanza femminile
dando pari opportunità nelle candidature.

Partecipano all’elezione del Consiglio Direttivo
tutti i Soci Ordinari in regola col pagamento della quota sociale ed
iscritti al CIRCOLO da almeno tre mesi.

Il Consiglio Direttivo:

·
formula i programmi d’attività sociale come da Statuto
ed attua le deliberazioni dell’Assemblea;

· definisce i
regolamenti degli organismi in cui si articola l’Associazione;

· delibera
eventuali misure disciplinari da infliggere ai soci;

· stabilisce le
quote associative da sottoporre all’ Assemblea dei Soci;

· predispone il
rendiconto economico-patrimoniale preventivo e consuntivo per
l’approvazione dell’Assemblea;

· delibera su
eventuali partecipazioni del CIRCOLO, in forma stabile od
occasionale, ad istituzioni od organismi che abbiano gli stessi
obiettivi del CIRCOLO.

Il Consiglio Direttivo dura in carica tre anni.

Nel caso venisse a mancare, per qualunque motivo, un
Membro del Consiglio Direttivo, gli subentrerà il primo dei
non eletti. In caso di dimissioni o decadenza da membro del Consiglio
Direttivo, subito dopo la ratifica da parte dell’organo stesso,
spetta al Presidente dare comunicazione al(i) subentrante (i) delle
variazioni avvenute.

Il Consigliere che, salvo giustificata causa di forza
maggiore, non interviene a tre riunioni consecutive del Consiglio
Direttivo, è dichiarato decaduto.

Il Consiglio Direttivo tutto decade quando per qualsiasi
motivo decade la maggioranza dei componenti. Il Presidente uscente o
– in sua assenza – il VicePresidente, o il Consigliere
con più anzianità di incarichi direttivi nel CIRCOLO,
convoca entro tre mesi nuove elezioni.

Il Consiglio Direttivo è convocato dal
Presidente di regola una volta il mese ed ogni qualvolta ritenuto
necessario dal Presidente. In caso di inadempienza reiterata da parte
del presidente può essere convocato da parte della maggioranza
del Direttivo stesso.

Le sedute del Consiglio Direttivo sono presiedute dal
Presidente e verranno considerate valide in presenza del 50% più
uno dei componenti del Consiglio Direttivo stesso; in caso di parità
prevarrà il voto espresso dal Presidente.

Di ogni seduta verrà redatto regolare verbale che
sarà trascritto nell’apposito registro. Ogni verbale
dovrà essere firmato dal Presidente, o da chi presiede in sua
vece la riunione e dal Segretario.

I verbali verranno sottoposti all’approvazione del
Consiglio Direttivo in apertura della riunione successiva.

Il Consiglio Direttivo elegge al suo interno: il
Presidente, uno o due VicePresidenti, di cui uno Vicario, un
Segretario e un Tesoriere.

Nel Consiglio Direttivo può sfiduciare un
presidente ed eleggerne a maggioranza un altro con mozione motivata.

Non possono essere eletti nel Consiglio Direttivo, nei
Collegi dei Sindaci Revisori e dei Probiviri i Soci che percepiscono
compensi a carattere continuativo dal CIRCOLO o che siano interessati
alle attività del CIRCOLO, aventi finalità di lucro.

Non possono essere eletti nei vari organi direttivi più
di due parenti di primo e secondo grado.

ARTICOLO 8 – IL PRESIDENTE

Il Presidente è il rappresentante legale del
CIRCOLO ed inoltre rappresenta il CIRCOLO nei rapporti esterni,
personalmente o a mezzo di delegati.

Il Presidente:

  • a) firma gli atti e sovrintende alle iniziative e
    all’amministrazione del CIRCOLO;
  • c) convoca e presiede il Consiglio Direttivo;
  • d) cura l’attuazione delle delibere del Consiglio
    Direttivo.

Il Vice Presidente Vicario, in caso di impedimento o di
prolungata assenza del Presidente lo sostituisce nei suoi compiti.

Il Presidente uscente è tenuto a dare regolari
consegne organizzative, finanziarie e patrimoniali al nuovo
Presidente, entro 20 giorni dall’elezione di questi.

Tali consegne devono risultare da apposito processo
verbale che deve essere portato a conoscenza del Consiglio Direttivo.

Il Presidente non può essere eletto per più
di due mandati consecutivi.

ARTICOLO 9 – IL COLLEGIO DEI PROBIVIRI

Il Collegio dei Probiviri si compone di tre membri
effettivi e due supplenti ed elegge al suo interno un Presidente..

Sono eletti dall’Assemblea dei Soci e durano in
carica per lo stesso periodo del Consiglio Direttivo.

Il Collegio dei Probiviri ha la funzione di arbitro ed è
chiamato a comporre amichevolmente di ogni controversia che potrà
insorgere fra i Soci.

Nel caso di giudizio su parenti o congiunti di primo e
secondo grado il Proboviro interessato non parteciperà
all’esame e giudizio del caso.

Il ricorso al Collegio dei Probiviri può essere
attivato dal Direttivo in carica oppure, previa motivata e
circostanziata richiesta, anche dal singolo Socio, a difesa dei
propri diritti.

Il Collegio istruisce la pratica e propone eventuali
misure disciplinari, che devono essere deliberate dal Direttivo.

Non può ricoprire la carica di Proboviro un
parente di primo e di secondo grado del Presidente, VicePresidente,
Segretario e Tesoriere.

ARTICOLO 10 – IL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI

Il Collegio dei Revisori dei Conti si compone di tre
membri effettivi e due supplenti – che subentrano in caso di
cessazione di un membro effettivo – ed elegge al suo interno il
Presidente.

I Revisori dei Conti sono eletti dall’Assemblea
dei Soci e durano in carica per lo stesso periodo del Consiglio
Direttivo.

Il Collegio dei revisori dei Conti:

  • a) ha il compito di verificare semestralmente o
    annualmente la contabilità, la cassa, l’inventario dei
    beni immobili e mobili;
  • b) ha il compito di accertare l’adempimento delle
    norme civilistico-fiscali relative alla tenuta di una corretta
    contabilità
  • c) esamina e controlla i conti consuntivi e preventivi e
    redige la relazione di presentazione dei rendiconti all’Assemblea
    dei Soci.

Le dimissioni da membro del Collegio dei Sindaci
Revisori dei Conti devono essere inviate al Presidente dello stesso,
cui spetterà dopo la ratifica da parte del Collegio darne
comunicazione al Consiglio Direttivo.

Non può ricoprire la carica di revisore un
parente di primo e secondo grado dei componenti del Consiglio
Direttivo.

ARTICOLO 11 – DIMISSIONI DEI SOCI

Il Socio perde la sua qualifica solo per dimissioni o
per radiazione, che può essere comminata per mancato rinnovo
di due anni consecutivi.

I Soci possono dare le dimissioni dal CIRCOLO in
qualsiasi momento. Il Socio dimissionario è tenuto alla
restituzione della tessera del CIRCOLO all’atto della
presentazione delle dimissioni e sarà comunque tenuto ad
ottemperare alle eventuali obbligazioni assunte.

ARTICOLO
12 – IL PATRIMONIO

Il patrimonio del CIRCOLO è costituito dai beni
mobili ed immobili a qualsiasi titolo ad esso pervenuti con le
modalità previste dalla legge.

ARTICOLO
13 – RISORSE ECONOMICHE

Il CIRCOLO trae le risorse economiche per il
funzionamento e lo svolgimento della propria attività da:

· quote da
tesseramento;

· contributi
dei Soci ;

· contributi
dei privati;

· contributi
della Regione Autonoma della Sardegna;

· contributi
dello Stato, di enti ed istituzione pubbliche;

· donazioni,
lasciti, elargizioni speciali, sia di persone che di Enti Pubblici o
privati accettati dal Consiglio Direttivo; introiti derivanti da
convenzioni e da iniziative promozionali;

· proventi
delle cessioni di beni e servizi agli associati e a terzi, anche
attraverso lo svolgimento di attività economiche di natura
commerciale, artigianale o agricola, svolte in maniera ausiliaria e
sussidiaria e comunque finalizzate al raggiungimento degli obiettivi
istituzionali;

· erogazioni
liberali degli associati e dei terzi;

· entrate
derivanti da iniziative promozionali finalizzate al proprio
finanziamento, quali feste e sottoscrizioni anche a premi;

· altre entrate
compatibili con le finalità sociali dell’associazionismo
di promozione sociale;

· rendite di
beni mobili o immobili pervenute al CIRCOLO a qualunque titolo

I fondi del CIRCOLO non potranno essere investiti in
forme che prevedano la corresponsione di utili.

I proventi delle attività non possono, in nessun
caso, essere divisi fra gli associati, anche in forme indirette; ogni
eventuale avanzo di gestione sarà reinvestito a favore di
attività istituzionali statutariamente previste.

ARTICOLO 14 – L’ESERCIZIO SOCIALE

Gli esercizi sociali si chiudono al 31 dicembre di ogni
anno.

Alla fine d’ogni esercizio il Consiglio Direttivo
redige il rendiconto che deve essere presentato all’approvazione
dell’Assemblea entro il 28 febbraio successivo o nella data
prevista dall’obbligo di rendicontazione alla Regione Autonoma
della Sardegna.

Qualora particolari esigenze lo richiedano, l’Assemblea
ordinaria per l’approvazione del rendiconto potrà essere
convocata entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio.

ARTICOLO
15 – IL RENDICONTO

Il rendiconto annuale dovrà essere corredato da
una relazione sulla gestione, redatta allo scopo dal Consiglio
Direttivo, che dovrà rappresentare adeguatamente la situazione
patrimoniale, economica e finanziaria del CIRCOLO.

Salvo quanto previsto da diverse disposizioni di legge,
nelle valutazioni si osserveranno i consolidati principi contabili.

ARTICOLO
16 – RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVE

Per le operazioni di carattere amministrativo, economico
e finanziario, ha riconoscimento la firma del Presidente, il quale
potrà delegare, per atti di ordinaria amministrazione i
Vicepresidenti e/o il Segretario e/o il Tesoriere.

ARTICOLO 17– MODIFICHE STATUTARIE

Il presente Statuto può essere modificato con
decisione dell’Assemblea straordinaria appositamente convocata,

In prima convocazione le eventuali variazioni sono
approvate dalla maggioranza dei presenti purché rappresentino
almeno il 50% più uno degli aventi diritto. In seconda
convocazione dai 2/3 dei presenti all’Assemblea.

Per le variazioni imposte da Leggi dello Stato o della
Regione Sardegna è competente il Consiglio Direttivo.

ARTICOLO 18 – SCIOGLIMENTO DELL’ASSOCIAZIONE

Lo
scioglimento può avvenire con decisione dell’Assembra
straordinaria appositamente convocata e con il voto favorevole di
almeno 3/4 degli aventi diritto.

In
caso di scioglimento dell’Associazione il patrimonio dovrà
essere devoluto, su delibera dell’Assemblea Straordinaria, a
fini di utilità sociali, alla F.A.S.I. o a strutture sociali
similari operanti nel settore dello sport, del tempo libero, della
cultura e della ricreazione, sentito l’organismo di controllo
di cui all’art. 3, comma 190, legge 23 dicembre 1996, n°
662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

Per
tutto quanto non espressamente previsto nel presente Statuto si farà
riferimento al Codice Civile ed a tutto quanto previsto in materia
associativa dalle vigenti normative di legge.

ARTICOLO 19 – NORME E TRANSITORIE

Le norme
previste dal presente statuto saranno applicate a far data dalla sua
approvazione.

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SEGUE IL REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE.

ESSO HA LO STESSO POTERE VINCOLANTE DELLE NORME
STATUTARIE E COME TALE DEVE ESSERE OSSERVATO

 REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DELLO STATUTO ACSIT

CAPO I – PRINCIPI
GENERALI

Art. 1 – L’Associazione

A.
L’atto costitutivo ACSIT è stato approvato con atto
notarile n. 11362 – raccolta 4912 – in data 12 novembre
1982 .

Il
Circolo , ai sensi dell’art. 6 della L.R. 7/91 e dell’art.
1 del D.P.G. 191/91, è stato riconosciuto ufficialmente con
decreto dell’Assessore della Regione Autonoma della Sardegna n.
284/FS in data 06/05/1993 col nome “ACSIT – Associazione
culturale sardi in Toscana”.

Lo
Statuto ACSIT è stato successivamente modificato e approvato,
unitamente al presente Regolamento di attuazione, dall’Assemblea
Straordinaria dei Soci in data 5 gennaio 2007 con la nuova
denominazione ” ACSIT – Associazione di promozione
sociale, culturale e ricreativa Sardi in Toscana.

A
seguito dell’ l’approvazione della Regione Autonoma
della Sardegna il nuovo statuto è stato depositato presso
l’Assessorato del Lavoro della Regione Autonoma della Sardegna,
presso la FASI e la Segreteria Generale del Comune di Firenze

B. Pur conservando la sua autonomia ed
indipendenza amministrativa l’ACSIT agisce in stretta
collaborazione ed unità d’intenti con la FASI,
Federazione delle Associazioni dei Sardi in Italia a cui fa adesione
formale.

L’ACSIT, in particolare, accetta e rispetta lo
Statuto sociale della FASI e il relativo Regolamento di attuazione;
riconosce, in particolare la Circoscrizione Territoriale Centro Sud
FASI retta da un Coordinatore.

C. L’ACSIT non ha fini di lucro, è
apartitica e aconfessionale ed è a struttura democratica.

D.
L’Associazione, compatibilmente con le risorse disponibili,
fornisce locali e servizi al fine di procurare ai Soci un ambiente
accogliente e decoroso ove i sardi e i loro amici possono riunirsi
tenendo vive le tradizioni della Sardegna.

I
locali dell’Associazione potranno essere frequentati, nei
giorni e negli orari fissati dal Direttivo, dai Soci e,
occasionalmente, dai loro amici e dai sardi non soci.

E.
Giornali, periodici e libri, che restano sempre e comunque di
proprietà dell’Associazione saranno a disposizione dei
Soci e degli altri frequentatori. I libri, da prestare solo ai Soci,
saranno gestiti secondo le regole indicate al Capo XI.

Art. 2 – Scopi e finalità sociali

Oltre al
conseguimento degli scopi statutari indicati nell’art. 2
l’Associazione costituisce una forza sociale e una risorsa per:

a) salvaguardare e valorizzare l’identità
culturale dei sardi;

b) promuovere la conoscenza, la conservazione e la
valorizzazione della lingua sarda, dei valori culturali, storici,
artistici, ambientali e folcloristici della Sardegna;

c)
svolgere le funzioni di rappresentanza e di promozione della
Sardegna;

d) perseguire l’obiettivo di promuovere la
solidarietà sociale, l’integrazione ed il confronto fra
culture diverse, etnie, regioni e popoli;

e) contribuire all’affermazione ed alla tutela dei
diritti e degli interessi legittimi dei Sardi.

Art. 3 – L’autonomia dell’Associazione

L’ACSIT
aderisce liberamente alla “Federazione delle Associazioni dei
Sardi in Italia” (FASI) e contribuisce democraticamente alla
costituzione degli Organi e alla formazione delle norme che la
governano e ne accetta lo Statuto, il Regolamento di attuazione, le
direttive emanate dagli Organi Statuari e gli impegni programmatici.

La
FASI è rappresentata dal Coordinatore di Circoscrizione che
cura presso i Circolo l’attuazione delle direttive e delibere
FASI e ne tutela gli interesse presso l’esecutivo FASI.

Tutto ciò
in un quadro di piena autonomia e indipendenza gestionale da parte
del Circolo ACSIT.

CAPO II – I SOCI

Art. 4 – Soci fondatori

Sono
soci fondatori tutti i Sardi od originari della Sardegna che, nel
1982, sono intervenuti nell’atto costitutivo dell’Associazione.

L’elenco di tali soci dovrà essere raccolto
nell’Albo d’Onore che dovrà essere custodito
permanentemente dall’Associazione.

Art. 5 – Soci ordinari

A.
Possono far parte dell’Associazione i Sardi residenti in
Toscana, i figli maggiorenni, i nipoti in linea retta e i coniugi dei
sardi.

A loro sono riservate la partecipazione al Consiglio
direttivo e le funzioni di rappresentanza dell’Associazione.

Non
è ammessa l’iscrizione dello stesso Socio in altre
Associazioni o Circoli aderenti alla FASI.

La
legge 7 del 1991 stabilisce che ogni circolo per ottenere il
riconoscimento e godere del finanziamento, dovrà contare
almeno cento soci nati in Sardegna o discendenti.

B.
La domanda di ammissione in qualità di “Socio Ordinario”
deve essere presentata al Comitato di Presidenza.

Ogni
aspirante Socio deve essere presentato da un Socio Ordinario, non
familiare e deve dichiarare di non aver perso analoga qualifica
presso altra Associazione di sardi per espulsione, e di non
appartenere ad altra organizzazione FASI.

C.
La domanda comporta l’accettazione dello Statuto, del
Regolamento di attuazione e di ogni delibera emanata dagli organi
statutari.

D.
La qualifica di Socio si perde, per gravi violazioni delle norme
statutarie, soltanto dopo che gli organi statutari preposti
(Consiglio Direttivo e Collegio dei Probiviri) abbiano adottato il
relativo provvedimento che comunque deve essere emanato, a pena di
nullità, entro 30 giorni dalla data della conoscenza
dell’evento che ha determinato il provvedimento.

Art. 6 – Soci frequentatori “Amici di
Sardegna”

A) E’ consentita l’aggregazione dei
non sardi, a condizione che non ne risultino compromessi
l’impostazione originaria e il conseguimento delle finalità
contenute negli art. 2 e 3 dello Statuto sociale.

B) I non sardi iscritti e frequentatori
dell’ACSIT vengono denominati “Amici della Sardegna”
e sono tenuti all’osservanza dei doveri stabiliti per gli altri
soci. Essi sono registrati separatamente, con numerazione distinta
che deve risultare anche nella tessera d’iscrizione.

In
conformità a quanto previsto dall’art. 4 dello Statuto,
i soci frequentatori partecipano alla elezioni del Consiglio
direttivo unicamente per indicare il loro rappresentante ed il
rappresentante supplente.

I
Soci Frequentatori non partecipano alle lezioni del Collegio dei
Revisori dei Conti e del Collegio dei Probiviri.

Non
hanno, altresì il diritto di ratificare, modificare o
respingere in sede di assemblea deliberazioni del Consiglio Direttivo
relative ai bilanci preventivi e consuntivi.

Art. 7 – Soci onorari

Su
proposta del Consiglio Direttivo la tessera d’onore ACSIT può
essere, conferita in via eccezionale e con delibera motivata
dell’Assemblea dei Soci ai cittadini che con la loro attività
artistica o professionale hanno accresciuto il buon nome della
Sardegna e dei Sardi.

Art. 8 – Calcolo numerico dei Soci

Agli effetti del calcolo numerico dei Soci vanno
considerati solo i Soci ordinari e fondatori in regola con il
pagamento della quota sociale. I Soci Frequentatori saranno compresi in un elenco
distinto e conteggiati a parte.

Art. 9 – Quota associativa

A.
La quota d’iscrizione – non dovuta solo dai Soci onorari
– è stabilita dall’Assemblea dei Soci a maggioranza
assoluta.

Una
percentuale di tale quota spetta alla FASI con pagamento annuale.

B.
Per quanto riguarda l’importo si stabilisce attualmente nella
misura di 30 euro per i Soci ordinari, Soci fondatori e per i Soci
frequentatori “Amici della Sardegna”. I componenti del
nucleo familiare del socio ordinario e i giovani studenti e
lavoratori con meno di 35 anni pagano la quota sociale ridotta, pari
a 10 euro.

C.
Solo con il versamento regolare del contributo annuale si
acquisiscono i diritti di cui all’art. 9 della Statuto.

Il
pagamento della quota d’iscrizione associativa può
essere effettuato in qualsiasi periodo dell’anno. Il rinnovo
annuale della tessera dovrà avvenire allo scadere dei 365
giorni.

D.
Tutti i Soci ordinari e fondatori possono essere candidati alla
elezione nel Consiglio Direttivo e negli altri Organi, purché
risultino iscritti all’ACSIT da almeno tre mesi prima
dell’Assemblea indetta per il rinnovo delle cariche sociali.

Art. 10 .
Atto di adesione

Quanti, trovandosi nelle condizioni prescritte negli
articoli precedenti, desiderino diventare socio ordinario o
frequentatore, devono presentare domanda con l’avallo di almeno
un socio ordinario , o fondatore ACSIT già ammesso.

Qualora il pagamento della quota avvenga a mezzo di
conto corrente postale, annesso ad esempio alla rivista Isolas,
l’iscrizione è subordinata all’acquisizione di
tutte le notizie necessarie alla precisa identificazione
dell’aspirante socio.

Ciò in quanto l’atto di adesione del socio
all’associazione comporta l’insorgere in capo allo stesso
dei diritti e dei doveri stabiliti dallo statuto. L’associazione
ha quindi la necessità dell’esauriente identificazione
dell’atto di adesione nonché dei dati necessari per
poter provvedere alle comunicazioni dovute all’Assessorato al
Lavoro della Regione Autonoma della Sardegna, alla FASI nonché
per poter convocare l’assemblea.

L’associazione, inoltre, deve essere espressamente
autorizzata, in base alla cosiddetta “legge sulla privacy”
(L. n. 675/96), alla trattazione dei dati personali dell’associato.

Per tali motivi il Comitato di Presidenza predisporrà
un apposito modulo da far compilare all’aspirante socio.

Il Comitato inoltre dovrà stabilire le modalità
di conservazione e di utilizzazione dei dati personali dei Soci
nonché il nominativo del responsabile del trattamento dati
sensibili.

CAPO III – L’ASSEMBLEA

Art. 11. – L’Assemblea dei Soci

A. Organo primo e sovrano è
dell’Associazione è l’Assemblea dei Soci, ovvero
degli iscritti in regola con il pagamento della quota sociale.

B. L’Assemblea si riunisce in via ordinaria
e straordinaria

C. L’Assemblea ordinaria si riunisce una
volta all’anno dopo il 1 gennaio ed entro il 15 febbraio per
approvare:

– il bilancio consultivo;

– il bilancio preventivo;

– il progetto degli eventi e delle iniziative presentati
dal Consiglio Direttivo.

D. L’Assemblea ordinaria può essere
convocata con lettera semplice almeno dieci giorni prima della data
fissata per l’adunanza, per:

– implementare o modificare lo statuto;

– implementare o modificare il regolamento di attuazione
dello statuto;


modificare l’entità della quota sociale.

E. Le modifiche deliberate assurgono a norme
statutarie e vincolano tutti i soci.

F. Le deliberazioni dell’assemblea in prima
convocazione sono prese a maggioranza semplice dei voti e con la
presenza di almeno la metà dei soci regolarmente iscritti.

In seconda convocazione le deliberazioni sono valide
qualunque sia il numero degli intervenuti.

G. Le convocazioni e la validità delle
Assemblee dovranno avvenire con le modalità stabilite
dall’art. 12 della Statuto.

H. Di ogni riunione deve essere redatto il
verbale che verrà trascritto in apposito registro istituito a
tal fine, da leggere e approvare all’inizio della riunione
successiva

 

CAPO IV – IL CONSIGLIO DIRETTIVO

Art.
12 Elezione

Viene
eletto ogni tre anni da tutti i Soci ordinari e fondatori in regola
con il pagamento della quota sociale da almeno tre mesi prima
dell’Assemblea indetta per il rinnovo delle cariche sociali.

In caso di morte o dimissioni da parte di consiglieri
prima della scadenza del mandato, il Consiglio provvede a nominare il
sostituto dai primi dei non eletti che abbiano ottenuto il maggior
numero dei voti. In caso di rinuncia o indisponibilità di
questi ultimi e qualora non si superi il numero di nove consiglieri
il Consiglio Direttivo provvede a nominare provvisoriamente i
sostituti.

Il Consiglio Direttivo – nella sua prima riunione,
che sarà presieduta dal Socio più anziano d’età
fra gli eletti o da quello che ha ottenuto il numero maggiore dei
voti nomina uno dei presenti a svolgere le mansioni di Segretario.

Durante la seduta di consolidamento del Consiglio
Direttivo il Consigliere più anziano o quello più
votato, promuove le candidature a presidente ed altre statutarie,
raccoglie le eventuali proposte di candidatura e provvede
all’esercizio delle operazioni di voto.

Il voto viene espletato a scrutinio segreto.

Una volta eletto il Presidente propone la elezione del
Vice Presidente Vicario, di un secondo Vice Presidente, del
Tesoriere, dell’Amministratore ed del Segretario dell’ACSIT,
qualora questi non siano stati già eletti alla prima
votazione.

Il Segretario e l’Amministratore si possono
avvalere della collaborazione dei altre persone.

Tutti, con sottoscrizione firmata devono esprimere
l’accettazione o meno alla carica cui sono stati eletti.

Art.13 – Composizione

Il Consiglio direttivo è formato da un numero non
inferiore a nove e non superiore a quindici consiglieri effettivi –
più tre supplenti, tutti rappresentanti i soci ordinari.

Il Consiglio direttivo nominerà fra i suoi
componenti un Presidente, due Vice Presidente di cui uno Vicario, un
Amministratore e un Segretario; essi comporranno il Comitato di
Presidenza durano in carica tre anni e potranno essere
riconfermati; il Presidente non potrà durare in carica più
di sei anni consecutivi.

In caso di morte o dimissioni da parte di consiglieri
prima della scadenza del mandato, il Consiglio provvede a nominare i
sostituti dai primi dei non eletti che abbiano ottenuto il maggior
numero di voti. In caso di loro indisponibilità e qualora non
si raggiunga il numero minimo di nove consiglieri il Consiglio
Direttivo può provvedere alla sostituzione chiamando a
ricoprire la carica di consigliere un socio ordinario o fondatore in
regola con il pagamento della quota sociale.

I nuovi eletti dureranno in carica fino all’assemblea
successiva.

Gli eletti dall’assemblea decadranno comunque alla
scadenza del mandato del Consiglio Direttivo di cui entra a far
parte.

I consiglieri svolgono la loro attività a titolo
gratuito.

Art 14. – Attribuzione e compiti

Il Consiglio Direttivo:

  • delibera a maggioranza dei suoi componenti in carica.
    In caso di parità di voti prevale il voto del Presidente o di
    chi presiede la riunione;
  • si riunisce almeno una volta al mese su iniziativa del
    presidente o di almeno quattro consiglieri.

In caso di mancata convocazione del Consiglio Direttivo
da oltre tre mesi un terzo dei consiglieri può richiedere la
convocazione del Consiglio Direttivo.

Al Consiglio Direttivo spetta di:

    1. curare il conseguimento dei fini statutari;

    2. rendere esecutivi , compatibilmente con le risorse
      disponibili, in via prioritaria i progetti elaborati in fase di
      rendiconto preventivo e approvati dall’Assemblea annuale dei
      Soci;

    3. gestire le risorse finanziarie disponibili, custodire i
      beni e le attrezzature in dotazione;

    4. effettuare tutti gli adempimenti previsti dalla
      normativa vigente in relazione ai compensi comunque corrisposti per
      prestazioni di lavoro;

    5. assicurare che vengano puntualmente osservate le
      disposizioni fiscali, previdenziali e assicurative dovute;

    6. deliberare gli atti di ordinaria amministrazione e di
      assumere eventuali e necessari provvedimenti d’urgenza da
      sottoporre a ratifica dell’Assemblea dei Soci nella sua prima
      riunione:

    7. eleggere o designare i rappresentanti della Federazione
      in tutti gli Organismi ed Enti dove tale rappresentanza sia prevista
      o richiesta;

    8. approvare e sottoscrivere, nei tempi prescritti, i
      rendiconti finanziari ed i bilanci preventivi;

    9. ratificare eventuali atti urgenti presi dal Comitato di
      Presidenza;

    10. costituire per le iniziative e gli eventi che lo
      richiedano, apposite commissioni di lavoro;

    11. approvare ed eventualmente sottoscrivere il verbale
      della seduta precedente

Art. 15- Competenza e convocazione del
Consiglio

Di ogni riunione del Consiglio direttivo il Segretario
provvede a redigere il verbale, dando atto:

  • – dei partecipanti presenti;
  • – dell’oggetto della riunione;
  • – delle delibere del consiglio direttivo e delle
    modalità di attuazione delle stesse.

Il verbale deve essere sottoscritto dal presidente
dell’associazione e dal segretario e dovrà essere letto
e approvato all’inizio della riunione del Direttivo
successivo, qualora non venga redatto seduta stante.

Art. 16 – Delibere del Consiglio

Le delibere del Consiglio Direttivo sono prese a
maggioranza di voti dei consiglieri presenti. In caso di parità
di voti, quello del presidente vale doppio.

Le deliberazioni del Consiglio Direttivo sono vincolanti
per tutti i soci e per tutti gli Organi associativi, purché
non interferiscano nelle loro competenze esclusive.

Le delibere del Consiglio sono valide se alla riunione
prendono parte almeno sette consiglieri.

CAPO V – IL
PRESIDENTE

Art.17 –
Attribuzione e compiti

Il Presidente ha la rappresentanza legale
dell’Associazione di fronte a terzi e in giudizio.

Il Presidente sovrintende a tutte le iniziative e
all’amministrazione dell’Associazione.

Al Presidente spetta la firma e la rappresentanza legale
dell’Associazione di fronte a terzi e a qualsiasi autorità
giudiziaria e amministrativa.

Al Presidente spetta il diritto di convocare il
Consiglio Direttivo e di presiederlo oltre a nominare un proprio
Segretario anche non facente parte del Comitato, purché Socio
ordinario o fondatore.

I caso di assenza o di impedimento del Presidente, le
funzioni vengono assunte, con le conseguenti responsabilità,
dal Vicepresidente vicario.

CAPO VI – CONSIGLIERE

Art.18 – Compiti

La responsabilità del consigliere trova fonte
nella legge e nelle norme statutarie. Ciò significa che i
componenti del Consiglio Direttivo potranno rispondere, anche
patrimonialmente, nei confronti degli associati quando abbiano
compiuto atti contrari alla legge ovvero contrari o eccedenti ai
limiti dei poteri attribuiti loro dallo statuto.

In eguale modo, risponderanno delle operazioni
intraprese, risultate svantaggiose per l’associazione, quando
vi sia stata una loro comprovata malafede.

Se essi hanno agito con diligenza (art. 1176, Cod. Civ.)
non saranno responsabili patrimonialmente nei confronti dei soci;
risponderanno, comunque, in termini “politici”, potendo
non essere rieletti dall’assemblea.

Art. 19 – Responsabilità patrimoniale nei
confronti dei creditori e dei terzi in genere

L’art. 38 del codice civile stabilisce che “per
le obbligazioni” assunte dalle persone che rappresentano
l’Associazione i terzi possono far valere i loro diritti sul
fondo comune. Delle obbligazioni stesse rispondono anche
personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per
conto dell’Associazione

CAPO VII – L’AMMINISTRATORE

Art.
20 – La carica

L’incarico
di Amministratore deve essere assegnato dal Consiglio Direttivo ad un
componente dello stesso Consiglio.

Unitamente
al Presidente, al Vicepresidente e al Segretario , l’Amministratore
fa parte del Comitato di Presidenza.

Art.
21 – Tenuta dei Registri

L’Amministratore
è responsabile della tenuta dei seguenti registri:

a)
libro dei Soci;

b)
libro dei Verbali delle Assemblee;

c)
libro dei Verbali del Consiglio Direttivo;

d)
Registro Inventario dei beni

e)
Registro cronologico delle entrate e delle uscite “Prima nota”

f)
libro di Cassa

f)
Giornale di contabilità

Art.
22 – Bollatura e vidimazione dei registri

Il
libro degli inventari comporta l’obbligo di bollatura iniziale
e numerazione progressiva da effettuarsi presso l’Ufficio del
Registro o notaio.

Art.
23 – Tenuta e conservazione delle scritture contabili

Il
codice civile (art. 2219) stabilisce le regole per la tenuta dei
registri contabili.

Tali
regole devono essere seguite nella redazione dei libri sociali (libro
dei Soci, libro verbali delle riunioni dell’Assemblea, Libro
verbali delle riunioni del Consiglio Direttivo, Registro Inventario
dei beni, Prima nota, Registro cronologico delle entrate e delle
uscite, giornale di contabilità).

Una
contabilità ordinata necessita che le scritture contabili
siano tenute senza:


  • spazi in bianco;

  • interlinee;

  • trasporti a margine;

  • senza abrasioni.

Il
Codice civile (art. 2220) stabilisce poi che le scritture debbano
essere conservate per dieci anni dalla data dell’ultima
registrazione e per lo stesso periodo devono essere conservate le
fatture e tutti i documenti giustificativi di spesa.

L’Amministratore
risponde della conservazione di tutti i documenti contabili degli
ultimi dieci anni.

Art.
24 – Adempimenti fiscali

L’amministratore
è responsabile :


    • del pagamento annuale all’Agenzia delle Entrate della tassa di
      Registro dei contratti di sublocazione stipulati. L’entità
      è pari a circa il 3,75% del canone di subaffitto;

    • della dichiarazione dovuta ai “Sostituti d’Imposta”
      presentando entro il 30 giugno il modello 770 semplificato o, in
      alternativa il modello 770 ordinario entro il 31 ottobre di ogni
      anno;

    • dell’eventuale pagamento del canone radiotelevisivo speciale.
      Al riguardo le vigenti disposizioni di legge 8 art. 1 della legge
      4/6/1938 n. 880 sanciscono l’obbligo di corrispondere il canone
      di abbonamento alla televisione sulla base della detenzione di uno o
      più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle
      trasmissioni televisive indipendentemente dall’uso al quale gli
      apparecchi stessi vengono adibiti;

    • del pagamento dell’IVA sul corrispettivo per lavoro autonomo
      occasionale di importo superiore a euro 25,82;

    • del pagamento della tassa di bollo sulle ricevute di pagamento superi
      a 75,00 euro;

Art.
25 – Responsabilità patrimoniale

L’art.
38 del codice civile stabilisce che per le obbligazioni assunte dalle
persone che rappresentano l’associazione i terzi possono far
valere i loro diritti sul fondo comune. Delle obbligazioni stesse
rispondono anche personalmente e solidamente le persone che hanno
effettuato l’operazione, quindi l’amministratore che ha
effettuato l’acquisto.

Art
26 – Responsabilità tributaria

La
responsabilità personale dell’amministratore, prevista
dall’art. 38 del codice civile, si riferisce anche a rapporti
extranegoziali quindi anche in materia fiscale.

La
responsabilità legale per le scelte fiscali spetta comunque al
presidente che firma le dichiarazioni IVA e dei redditi e rappresenta
l’associazione

CAPO
VI COLLEGIO DEI SINDACI REVISORI DEI CONTI

Art.
26 – Compiti

Al
Collegio dei Sindaci Revisori dei Conti compete il controllo
dell’attività finanziaria ed amministrativa, nel
rispetto anche delle disposizioni del Codice Civile e della normativa
fiscale.

Il
Collegio dei Sindaci Revisori dei Conti, nelle sua prima riunione, a
scrutinio segreto, deve eleggere, scegliendolo fra i Revisori
effettivi, il suo Presidente, al quale spetta il compito di convocare
il Collegio e di presiederlo.

Quando
per qualsiasi motivo venga a mancare, sia temporaneamente che
permanentemente, uno dei Revisori effettivi, questo viene sostituito
dal più votato o dal più anziano.

Il
presidente del Collegio dei Revisori è invitato a tutte le
riunioni del Consiglio direttivo con parere consultivo.

I
Revisori dei Conti sono tenuti ad effettuare i controlli di loro
competenza almeno due volte all’anno .

In
relazione alla loro funzione possono chiedere, con preavviso scritto
di 15 giorni, agli organi competenti che vengano loro messi a
disposizione, per le opportune verifiche, i documenti contabili

Il
Verbale di controllo dell’anno sociale è richiesto in
sede di approvazione annuale del conto economico.

Nelle
riunioni in corso dell’anno sociale del Consiglio Direttivo, il
Presidente dell’associazione e l’amministratore, devono
poter rispondere sulla situazione finanziaria dell’Associazione.

Il
controllo dei revisori dei Conti viene effettuato globalmente, sia
sulle spese a carico del finanziamento regionale, sia sulla
contabilità interna.

Il
Collegio dei Revisori si dovrà riunire almeno una volta al
trimestre per esaminare la contabilità dell’Associazione
e deve redigere la relazione annuale di bilancio.

Il
verbale delle sedute e delle risultanze di eventuali ispezioni deve
essere sottoscritto da tutti i revisori effettivi e da quelli
supplenti, se intervenuti in sostituzione di Revisori effettivi
mancanti, e, quindi, trasmesso al Presidente dell’Associazione
per eventuali provvedimenti di sua competenza.

La
carica di Revisore è incompatibile con la carica di
consigliere.

VII
COLLEGIO DEI PROBIVIRI

Art
27 – Compiti

Il
collegio dei Probiviri ha il compito di:

  • a)
    dirimere eventuali controversie tra i consiglieri circa
    l’interpretazione e l’applicazione delle norme dello
    Statuto e del presente regolamento applicativo legittimamente
    adottate.
  • b)
    esprimere un parere obbligatorio relativo all’espulsione di un
    socio, come previsto dall’art.7 dello Statuto.

Il
Collegio dei Probiviri, nella sua prima riunione, a scrutinio
segreto, deve eleggere il suo Presidente, a quale spetta il compito
di convocare il Collegio e di presiederlo.

Il
Collegio dei Probiviri agisce su richiesta del Consiglio Direttivo e
in maniera autonoma qualora lo stesso Consiglio si rendesse
responsabile di palesi violazioni alle norme statutarie o
regolamentari.

Il
Collegio dei Probiviri può agire in maniera autonoma anche nei
confronti di un Consigliere qualora si ponga in palese
contrapposizione alle norme statutarie dell’ ACSIT e della
FASI, ovvero operi in senso nettamente contrario alle deliberazioni
legittimamente adottate dall’Assemblea o dallo stesso Consiglio
Direttivo.

Il
verbale della riunione deve essere sottoscritto da tutti i presenti
e, quindi, trasmesso al Presidente dell’Associazione per
eventuali provvedimenti dello stesso.

Il
Presidente del Collegio dei Probiviri è invitato alle riunioni
del Consiglio Direttivo con parere consultivo.

Le
decisioni del Collegio dei Probiviri assunte secondo le norme
statutarie obbligano il Consiglio Direttivo alla loro osservanza.

La
funzione di appello nei confronti delle decisioni dei Probiviri è
svolta dal Collegio dei Probiviri della Circoscrizione Centro Sud.

Nella
risoluzione delle eventuali controversie il Collegio dei Probiviri
deciderà secondo equità, senza formalità di
procedura ed il suo giudizio sarà inappellabile, dovendosi fin
d’ora considerare la sua decisione come espressione della
comune volontà negoziale delle parti.

La
carica di Proboviro è incompatibile con la carica di
Consigliere.

VIII CONFLITTUALITA’ STATUARIE E MISURE
DISCIPLINARI

Art.
28. Dimissioni dei Soci

Perché
le dimissioni di chiunque rivesta una carica elettiva diventino
operanti e si possa far luogo alla sostituzione è sempre
necessaria la “presa d’atto” da parte del Consiglio
Direttivo

Art.
29 – Dimissioni dell’associazione dalla FASI

L’Associazione
può recedere dalla partecipazione alla Federazione
Associazioni Sarde in Italia (FASI) solo con delibera dell’Assemblea,
accolta e ratificata dal Direttivo Nazionale della FASI

Art.
30 – Commissariamento

In
caso di grave crisi di funzionamento, ossia per mancato rispetto alla
conduzione secondo i principi previsti dall’art. 2 dello
statuto e segnatamente di inosservanza ai seguenti punti
fondamentali:

  • a)
    associazione senza fini di lucro;
  • b)
    associazione apartitica e aconfessionale;
  • c)
    associazione a struttura e gestione democratica,

su
proposta dei Probiviri e del Coordinatore della circoscrizione,
l’Esecutivo della FASI può nominare un Commissario
straordinario con il compito di convocare entro tre mesi l’Assemblea
dei Soci.

Il
Commissario straordinario ha il compito di garantire altresì
gli adempimenti di legge nei confronti della Regione Autonoma della
Sardegna e della FASI.

Art.
31 – Sospensione

La
FASI ha il compito di assegnare e distribuire le risorse finanziarie
messe a disposizione della Regione Autonoma della Sardegna e definire
i criteri di gestione di tali risorse.

Se
l’associazione non ottemperasse agli obblighi previsti da
quanto sopra, sarà oggetto di provvedimenti amministrativi
fino alla sospensione nella erogazione delle risorse.

Ove
non ci siano più le condizioni per l’Associazione di
continuare ad operare secondo le regole statuarie della FASI,
l’Esecutivo, sentito il parere dei Probiviri e del Coordinatore
della Circoscrizione, propone al Direttivo Nazionale la radiazione
del Circolo dalla FASI.

I
provvedimenti disciplinari ed il giudizio adottati dal Direttivo
Nazionale, sulle varie proposte previste da presente articolo, sono
inappellabili

CAPO – IX PATRIMONIO E RISORSE

Art.
32 – Il patrimonio

Il
patrimonio dell’Associazione è costituito da tutti i
beni mobili ed immobili ad essa pervenuti a qualsiasi titolo e
ovunque dislocati.

L’Associazione
ha un proprio bilancio ed una amministrazione autonoma per il suo
finanziamento.

I
beni dovranno essere registrati in un apposito registro.

Il
materiale fuori uso dovrà essere dichiarato tale da
un’apposita commissione di almeno tre membri nominati dal
Consiglio direttivo.

Le
entrate ordinarie dell’Associazione sono costitute da:

  • a)
    contributi degli organi della Regione Sardegna;
  • a)
    contributi della FASI;
  • b)
    quote sociali;
  • c)
    contributi di Amministrazioni pubbliche o private;
  • d)
    contributi di Enti pubblici o privati;
  • e)
    donazione di privati;
  • f)
    proventi da iniziative permanenti od occasionali dell’Associazione

Le
entrate devono essere registrate nelle scritture contabili
dell’associazione e devono essere impiegate per:


  • assicurare e migliorare i servizi dell’Associazione;

  • consentire lo svolgimento di attività;

  • incrementare il patrimonio dei mobili ed arredi.

Il
contante deve essere depositato su conto bancario fruttifero, nella
forma e nella sede deliberata dal Consiglio Direttivo.

E’
consentito di costituire un fondo di minute spese secondo le
indicazioni del Consiglio Direttivo per le spese relative alla
pulizia, al minuto mantenimento dei locali, all’acquisto dei
valori bollati e della cancelleria.

Tutte
le spese devono essere dimostrate da regolare ricevuta, quietanza e
registrate sulle scritture contabili dell’associazione.

Il
Presidente dell’associazione è responsabile
dell’amministrazione in conformità alle prescrizioni
dell’Assessorato al Lavoro della Regione Sardegna, in concorso
con il Consiglio Direttivo.

Al
Presidente e all’Amministratore, nell’ambito delle
rispettive attribuzioni, spetta:


provvedere alla riscossione delle entrate a qualunque titolo ed al
pagamento delle spese, preventivate in bilancio o deliberate dagli
organi competenti;


rispondere della gestione del denaro e dei materiali appartenenti
all’Associazione;


al pagamento dei tributi fiscali, tassa di registro, ritenute
d’acconto, e tutti gli altri doveri tributari;


compilare a fine anno il rendiconto necessario per la compilazione
del bilancio consuntivo e preventivo da sottoporre all’approvazione
dell’Assemblea dei Soci;


controllare e documentare qualunque iniziativa che comporti movimento
finanziario;


curare la tenuta dei seguenti registri:

a)
giornale di cassa e prima nota con l’indicazione in ordine
cronologico delle entrate e delle uscite;

b)
registro inventario dei mobili ed arredi e libri con l’indicazione
del titolo d’acquisto e la provenienza;

c)
registro e blocco per le ricevute del contributo annuale dei Soci;

e)
libro di cassa;

c)
giornale di contabilità.

I
predetti libri contabili devono essere sottoscritti dal compilatore e
vistati dal presidente del l’Associazione, nonché dagli
Organi amministrativi competenti, a chiusura dell’anno
finanziario.

Di
ogni variazione patrimoniale verificatasi nell’ambito
dell’Associazione deve esserne data comunicazione a tutti i
Soci in sede di Assemblea.

In
caso di scioglimento dell’Associazione, per qualsiasi causa,
permane l’obbligo di devolvere il patrimonio ad altra
Associazione con finalità analoghe a ai fini di pubblica
utilità e salvo diversa destinazione disposta dalla legge.

CAPO
X– ELEZIONI DELLE CARICHE SOCIALI

Art.
33 – Comitato elettorale

A
cura del Consiglio Direttivo giunto a fine mandato o dimissionario,
sentito anche il parere del Consiglio dei Probiviri, il Comitato di
Presidenza nomina il Comitato Elettorale fra i Soci ordinari e
fondatori non candidati a ricoprire incarichi sociali, con compito di
curare lo svolgimento delle consultazioni elettorali secondo le
modalità stabilite nel presente Regolamento.

Art.
34 – Elezioni con voto palese

L’elezione
avviene mediante la presentazione all’Assemblea per la
votazione palese di una lista concordata e predisposta dal Comitato
elettorale.

Detta
lista , oltre ai componenti effettivi, dovrà comprendere anche
tre supplenti; questi subentrano agli effettivi, in caso di decadenza
o rinuncia, secondo l’ordine di anzianità di iscrizione
al Circolo.

Non
possono essere eletti nel Consiglio Direttivo e negli organi
direttivi i soci che percepiscano compensi a carattere continuativo
dal Circolo.

Art.
35 – Votazione segreta

A.
Seggio elettorale

Il
Seggio elettorale è composto da tre Soci, di cui un Presidente
e due Scrutatori, dei quali uno anche con funzioni di Segretario.

La
disciplina dell’adunanza spetta al Presidente del seggio, che
si assicurerà che il voto espresso dall’elettorato sia
libero e segreto.

Il
Seggio, decide in via provvisoria, su tutti i reclami presentati e su
tutte le contestazioni, risolve i casi dubbi e si pronuncia sulla
validità dei voti.

A
tutte le operazioni che si svolgono presso il Seggio possono
assistere tre rappresentanti non iscritti nelle liste dei candidati,
scelti da costoro:


  • uno per il Consiglio Direttivo;

  • uno per il Collegio dei Revisori;

  • uno per il Collegio dei Probiviri.

In
caso di impedimento del Presidente del seggio, il Presidente o chi ne
fa le veci, provvede alla sostituzione con uno degli elettori
presento nel seggio che non sia candidato o rappresentante di lista;
del fatto va presa nota nel relativo verbale.

Art.
36. Modalità di votazione

La
votazione deve avvenire a scrutinio segreto su una scheda a ciò
predisposta, debitamente timbrata e firmata da uno scrutatore e dal
Presidente del Seggio.

La
scheda deve contenere l’indicazione dei candidati da eleggere
per il Consiglio Direttivo, per il Collegio dei Revisori, per il
Collegio dei Probiviri e per quanto altro stabilito dall’Assemblea.

Il
Consiglio Direttivo in scadenza di mandato o dimissionario,
provvederà all’approvvigionamento, a tempo debito:


      • delle schede elettorali;

      • degli elenchi degli aventi diritto al voto;

      • dell’urna, per la raccolta delle schede votate;

      • all’allestimento del seggio, di una o due cabine per le
        votazioni e di un luogo idoneo per analogo motivo;

      • di tutto il materiale occorrente per le votazioni

Art.37
– Identificazione dell’elettore

All’atto
delle votazioni i Soci devono esibire un documento di identità
e la tessera dell’ACSIT non scaduta, ovvero devono dimostrare
di aver pagato la quota sociale.

Art.
38 – Operazioni di voto

  • A.
    Il Presidente, dopo aver identificato l’elettore, gli consegna
    la scheda e la matita per la votazione
  • B.
    L’elettore, controllato che la scheda risulti timbrata con
    il timbro del seggio e non presenti alcun segno, procede alla
    votazione.
  • C.
    Se un elettore riscontra che la scheda consegnatagli sia
    deteriorata, o egli stesso l’abbia deteriorata, può
    richiederne al Presidente un’altra, restituendo la prima, la
    quale viene messa in plico sigillato dopo che il Presidente abbia
    scritto “scheda deteriorata”, aggiungendo la sua firma.
  • D.
    Il Presidente deve prelevare immediatamente dal plico delle schede
    residue un’altra scheda, timbrata con il timbro del seggio,
    sigillare il plico contenente le schede non timbrate ed il timbro e
    far risultare a verbale l’operazione.
  • E.
    I Soci elettori fisicamente impediti, possono delegare altro
    socio ad esprimere il loro diritto al voto purché siano in
    regola con il versamento della quota annuale ed abbiano apposta di
    proprio pugno la firma, il numero di tessera di cui sono titolari ed
    il nominativo del delegato.

Sull’elenco
del seggio è fatta apposita annotazione dal Presidente del
seggio accanto al nome del delegante e del delegato.

Art.
39 – Preferenze

Si
esprime al massimo un terzo di preferenze del numero degli
eleggibili, con l’arrotondamento al numero superiore
(nell’esempi attuale di 15 Consiglieri le preferenze saranno
cinque).

Per
il Consiglio dei Sindaci Revisori dei Conti, del Collegio dei
Probiviri e per il rappresentante dei Soci Frequentatori la
preferenza è una sola.

Art,
40 – Restituzione della scheda al Seggio

A.
L’elettore uscito dalla cabina, riconsegna la scheda già
piegata al Presidente del seggio od allo scrutatore designato, il
quale in sua presenza la introduce nell’urna.

B.
Il Presidente e lo scrutatore da lui designato, infine, appone la
propria firma nell’apposito elenco, affianco del nome e della
firma dell’elettore restituendo il documento d’identità
e la tessera e ritira la matita.

Art.
41 Votazioni dei componenti del Seggio e dei rappresentanti di lista

I
componenti del seggio ed i rappresentanti di lista votano di regola
prima dell’apertura del seggio.

Art.
42 Chiusura delle votazioni – scrutini – proclamazione
degli eletti

A.
Terminate le operazioni di voto il seggio procede immediatamente allo
scrutinio delle schede, alla compilazione dei prospetti riepilogativi
e dei relativi verbali e a rimettere al Consiglio Direttivo, le
schede votate e quelle inutilizzate nonché al materiale dato a
loro in consegna.

B.
Il Consiglio Direttivo uscente, controllati i verbali del seggio,
esaminati eventuali ricorsi o le irregolarità verbalizzate,
adottate le decisioni del caso, riassume i risultati e li rende noti
con comunicato da affiggere all’albo nella sede
dell’Associazione per otto giorni.

Nello
stesso termine i Soci possono avanzare ricorsi avverso i risultati,
così come comunicati, allo stesso Consiglio Direttivo che deve
decidere entro le 24 ore successive alla presentazione dei ricorsi.

C.
Il Consiglio Direttivo esaminati i documenti inviati dal seggio
elettorale, gli eventuali ricorsi proposti e le decisioni adottate,
entro cinque giorni dalla ricezione del plico, convalida i risultati
e proclama gli eletti, oppure dispone l’invalidazione.

D.
I candidati eletti al Consiglio Direttivo, al Collegio dei Revisori e
al Collegio dei Probiviri, nella loro prima riunione dovranno
dichiarare per iscritto la piena disponibilità ad assumere
l’incarico che verrà ad ognuno di essi affidato.

CAPO XI . LA BIBLIOTECA

Art.
43 – . Nomina del Bibliotecario

L’incarico
di “Bibliotecario” è assegnato dal Comitato di
Presidenza con delibera del Consiglio Direttivo che deve essere
portato alla conoscenza dei Soci, mediante estratto del Verbale da
pubblicare su “Isolas” o con altro mezzo idoneo.

Art.
44 – Compiti del Bibliotecario

Il
Bibliotecario è il consegnatario dei libri in dotazione alla
Biblioteca ACSIT con debito di vigilanza e custodia.

Sotto
tale veste deve custodire:

a)
custodire tutti i libri, riviste, DVD e CD pervenuti per qualsiasi
titolo all’Associazione;

c)
custodire le chiavi della biblioteca;

d)
archiviare tutti i libri, riviste, DVD e CD presi in carico;

d)
curare la tenuta a giorno dei seguenti registri:


Registro inventario dei libri in carica;


Registro dei libri concessi in prestito;


Libro protocollo dei volumi con l’indicazione del titolo di
acquisto o donazione e la provenienza.

Art.
45 – Registro inventario dei libri

Nel
Registro inventario dei libri il Bibliotecario dovrà annotare
i seguenti dati:

numero
d’ordine progressivo del volume in carico;

titolo
del libro;

autore;

editore;

anno
di edizione;

prezzo
di copertina;

 numero
delle copie;

area
di appartenenza ( saggistica, narrativa, storica, ecc,);

note
(in prestito, in consultazione, ecc)

Art.
46 – Registro dei prestiti

Il
Socio che intende prendere un libro in prestito dovrà apporre
la propria firma nel Registro Prestiti. I Bibliotecario a sua volta,
dovrà annotare:


generalità del Socio che prende un libro in prestito;


data di consegna e di restituzione;


entità del deposito cauzionale;


data di avvenuta riconsegna di un libro dato in prestito.

Art.
47 – Prestito libri

Chi
prende un libro in prestito:

a)
lo deve restituire entro un mese;

b)
deve conservarlo con cura;

c)
deve firmare il registro apposito;

d)
deve lasciare un deposito cauzionale pari al prezzo di copertina del
volume.

Art.
48 – Protocollo Biblioteca

Il
Bibliotecario dovrà aggiornare il registro di protocollo e
custodire agli atti tutte le lettere e documenti relativi ai libri
ricevuti o acquistati dall’Associazione.

Tale
registro dovrà periodicamente posto in visione del Comitato di
Presidenza.

CAPO XII– USO DEI LOCALI

Art.
49 – Uso dei locali da parte dei soci

I
Soci ordinari e fondatori possono essere autorizzati dal Presidente
dell’Associazione, a seguito di una domanda scritta o verbale,
ad utilizzare il salone della sede in occasione di ricorrenze od
incontri anche fuori dell’orario di apertura, purché
vengano rispettate le seguenti condizioni:

    • a)
      il numero dei partecipanti non sia superiore a 30 persone;
    • b)
      sia affisso un avviso all’albo ameno 8 giorni prima
      dell’utilizzo del salone;
    • c)
      i frequentatori contribuiscano alle spese di riscaldamento, energia
      elettrica e pulizie del locale

Art.
50 – Uso esclusivo dei locali da parte di Soci

L’uso
di tutti i locali dell’Associazione, ad eccezione dell’
Ufficio Segreteria, può essere concesso dal Presidente per uso
esclusivo (compleanno, battesimi, cresime, ecc.) dietro
corresponsione di 50 euro, (a titolo di rimborso spese) per un
periodo limitato e fuori dagli orari di apertura.

Art.
51 – Uso dei locali per mostre ed esposizioni

Gli
spazi espositivi della sede possono essere concessi per mostre,
rassegne ed esposizioni anche ad artisti soci a € 10,00
giornaliere e ai non soci dietro la corresponsione di € 30,00
giornaliere e per un massimo di 30 giorni.

Tutte
le spese connesse alla manifestazione (inviti, rinfresco,
allestimento , ecc.) devono essere a carico dell’espositore.

La
mostra non deve pregiudicare comunque l’utilizzo dei locali ,
della biblioteca e delle attrezzature da parte degli altri soci.

CAPO XIII– DISPOSIZIONI FINALI

Il
presente Regolamento di attuazione interpreta ed integra lo statuto
ACSIT, ma non ne modifica né amplia la normativa.

Le
sue norme hanno lo stesso potere vincolante delle normative
statutarie e come tali devono essere osservate.

Per
quanto non espressamente previsto dallo Statuto e dal suo
Regolamento di attuazione si fa riferimento al Codice Civile ed alle
leggi nazionali e regionali vigenti in materia di associazionismo e
di emigrazione.

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